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La neutralità svizzera e l’incoerenza delle sue sanzioni

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L’obbiettivo di questo articolo consiste nello spiegare l’incoerenza della neutralità svizzera con le sanzioni che ha imposto a diversi paesi.

La neutralità svizzera

La Svizzera è nota da tempo per la sua neutralità negli affari internazionali. Il Paese ha una lunga storia di neutralità, che risale alla sua fondazione nel 1291. Nel corso dei secoli, la Svizzera è riuscita a rimanere neutrale e coerente con le sue scelte senza emettere sanzioni nonostante fosse circondata da Paesi coinvolti in guerre.

La storia della neutralità svizzera

Per secoli, la Svizzera è rimasta neutrale per proteggere la propria indipendenza e sovranità. Il Paese ha una lunga tradizione di neutralità, sancita dalla sua Costituzione. La Svizzera non ha mai fatto parte di un’alleanza militare e non “dovrebbe” partecipare ad alcuna operazione militare (o di una guerra straniera) e ha conservato con successo la sua neutralità nel corso della sua storia.

Dopo la fine delle guerre napoleoniche, nel 1815, la Confederazione Svizzera dichiarò la propria neutralità. Ciò significava che non avrebbe preso parte ad alcuna guerra o alleanza militare e che non avrebbe permesso che il suo territorio fosse utilizzato da alcun esercito straniero. Questa neutralità è stata riaffermata nel Trattato di Parigi del 1815 e da allora è stata mantenuta.

All’inizio del XX secolo, la neutralità della Svizzera è stata messa alla prova durante la prima e la seconda guerra mondiale. Durante la prima guerra mondiale, la Svizzera dichiarò la propria neutralità e riuscì a rimanere tale fino alla fine della guerra. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Svizzera dichiarò nuovamente la propria neutralità e la mantenne per tutta la durata del conflitto, nonostante le pressioni di entrambe le parti. La Svizzera riuscì a rimanere neutrale grazie alla sua forza militare, alle sue fortificazioni e alla sua posizione strategica.

Scopo della neutralità

La neutralità della Svizzera è servita a proteggere il Paese dalle aggressioni straniere e le ha permesso di rimanere indipendente e neutrale nelle controversie internazionali. La Svizzera ha anche contribuito in modo determinante a fornire aiuti umanitari e soccorso in tempi di crisi.

Inoltre le ha permesso di svolgere un ruolo unico negli affari internazionali. Il Paese è stato uno dei principali negoziatori per la risoluzione pacifica delle controversie internazionali e ha svolto un ruolo di mediatore incontestato da tutte le parti in causa.

Pertanto la neutralità di un paese non è coerente con l‘utilizzo delle sanzioni, metodo coercitivo per ottenere qualcosa (potrebbe significare tra l’altro ad una dichiarazione di guerra).

Neutralità e politica estera

La neutralità della Svizzera si riflette anche nella sua politica estera.

Pur essendo una nazione neutrale non è rimasta completamente isolata dalla comunità internazionale. È firmataria della Carta delle Nazioni Unite dal 2002 ed è membro di numerose organizzazioni internazionali, tra cui l’Organizzazione Mondiale del Commercio, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale. Organizzazioni quest’ultime di carattere molto discutibile. Forse non tutti sanno che la Confederazione è anche parte del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP), che vieta lo sviluppo di armi nucleari e si occupa di mantenere la pace e la sicurezza nel mondo.

L’impegno della Svizzera per la neutralità è dimostrato anche dal suo sostegno a varie operazioni internazionali di mantenimento della pace e umanitarie, quali il Movimento dei non allineati, che promuove la risoluzione pacifica delle controversie e la prevenzione dei conflitti militari. Ad esempio, nel 2018 la Svizzera ha contribuito alla Forza di pace delle Nazioni Unite in Libano e ha fornito aiuti medici e umanitari alle vittime dei conflitti in Iraq e Siria.

Nel complesso, l’impegno della Svizzera per la neutralità è stato un fattore chiave per il mantenimento della pace e della stabilità in Europa e altrove.

Le sanzioni svizzere

Da quando la Svizzera ha iniziato ad intraprendere le prime sanzioni contro paesi terzi?

Dal 1990 la Svizzera ha partecipato in maniera autonoma alle sanzioni di tipo non militare dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). In seguito alla sua adesione all’ONU, in virtù del diritto internazionale, la Svizzera è tenuta ad applicare le misure coercitive non militari adottate dal Consiglio di sicurezza dell’ONU. In pratica i cambiamenti sono minimi, in quanto la Svizzera applicava già in modo autonomo tali misure fin dall’inizio degli anni Novanta.

La Svizzera è un Paese neutrale e non ha molte sanzioni in vigore, tuttavia applica alcune restrizioni economiche e di viaggio a determinati Paesi.

A quali paesi la Svizzera ha emesso delle sanzioni?

Attualmente, i Paesi soggetti a sanzioni economiche e di viaggio da parte della Svizzera sono:

Di che tipo sono le sanzioni svizzere?

Le sanzioni imposte dalla Svizzera comprendono restrizioni commerciali, congelamento dei beni, divieto di viaggio e altre misure.

Ad esempio, il governo svizzero ha imposto alla Bielorussia una serie di restrizioni commerciali, tra cui il divieto di importare ed esportare determinati beni e il divieto di trasferire fondi da e verso la Bielorussia.

Mentre è stato imposto il divieto di viaggio a persone provenienti da alcuni Paesi, tra cui Iran, Libia, Corea del Nord, Somalia, Siria e Yemen. Il divieto di viaggio si applica sia ai cittadini svizzeri che a quelli stranieri e mira a impedire l’ingresso in Svizzera di persone provenienti da questi Paesi.

Il congelamento dei beni è toccato ad esempio a determinati individui ed entità di alcuni Paesi, tra cui Iran, Corea del Nord, Siria e Yemen. Il congelamento dei beni ha lo scopo di impedire a individui ed entità di questi Paesi di trasferire fondi da e verso la Svizzera.

Le sanzioni contro Cuba

La Svizzera ha imposto sanzioni a Cuba nel 2003, in seguito alla decisione dell’Unione Europea di intraprendere un’azione del genere a causa delle sue preoccupazioni sulla situazione dei diritti umani a Cuba. Le sanzioni consistevano in un embargo sulle armi, un embargo finanziario e un divieto di viaggio per i funzionari cubani. Il loro scopo era quello di esercitare pressioni sul governo cubano affinché migliorasse la sua situazione dei diritti umani e di sostenere il popolo cubano e la sua lotta per la democrazia.

La Svizzera era uno dei pochi Paesi europei che aveva mantenuto relazioni diplomatiche con Cuba dalla rivoluzione del 1959. Per questo motivo, le sanzioni sono state considerate un passo significativo per il governo svizzero, che da tempo cercava di promuovere le riforme democratiche a Cuba senza interrompere i legami diplomatici.

Nel 2008, il governo svizzero ha allentato alcune delle sanzioni contro Cuba, consentendo alle aziende svizzere di fare affari con l’isola e ai cittadini svizzeri di viaggiare nel Paese, anche se l’embargo sulle armi e l’embargo finanziario rimangono in vigore. La Svizzera ha inoltre continuato a sostenere gli attivisti dell’opposizione cubana, fornendo loro supporto finanziario e politico.

Nonostante le sanzioni, la Svizzera e Cuba hanno mantenuto una forte relazione e la Svizzera ha lavorato per sostenere lo sviluppo economico e il progresso sociale di Cuba. Negli ultimi anni, la Svizzera ha aiutato Cuba a migliorare i sistemi sanitari e scolastici e le infrastrutture energetiche. La Svizzera ha anche svolto un ruolo di mediatore, contribuendo a facilitare il dialogo tra il governo cubano e i suoi oppositori.

Le sanzioni contro il Nicaragua

La Svizzera ha attuato sanzioni contro il Nicaragua in risposta alla crisi dei diritti umani in corso nel Paese. Nel dicembre 2018, il governo svizzero ha imposto restrizioni sui visti per i funzionari nicaraguensi e le loro famiglie, nonché il congelamento dei beni e il divieto di viaggio per le persone ritenute responsabili delle violazioni dei diritti umani. Il governo svizzero ha inoltre sospeso tutti i progetti di assistenza e cooperazione allo sviluppo con il governo nicaraguense.

Il governo svizzero ha inoltre condannato la violenta repressione del governo nicaraguense nei confronti dei suoi cittadini e la sua incapacità di affrontare le cause alla base della crisi politica del Paese. La Svizzera ha esortato il governo nicaraguense a dare prova di moderazione, a proteggere i diritti umani e lo Stato di diritto e ad avviare un dialogo significativo con l’opposizione. La Svizzera ha inoltre chiesto il rilascio di tutti i prigionieri politici e di consentire l’accesso al Paese agli osservatori internazionali dei diritti umani.

Le sanzioni contro il Venezuela

La Svizzera ha imposto un’ampia serie di sanzioni economiche e di viaggio al Venezuela, nell’ambito di una serie di misure volte a fare pressione sul governo del Paese affinché interrompa le sue politiche autoritarie.

Le sanzioni, imposte nel febbraio 2018, colpiscono persone fisiche, imprese ed enti pubblici legati al governo del presidente Nicolás Maduro. Esse includono il divieto di vendita di armi e munizioni al Venezuela, il divieto di fornire servizi connessi alla vendita di armi e munizioni al Venezuela e il divieto di vendita di beni e servizi a entità possedute o controllate dal governo del Venezuela.

Le sanzioni vietano anche la vendita di alcuni beni e servizi che potrebbero essere utilizzati per migliorare la capacità del governo venezuelano di reprimere la popolazione. Ciò include beni e servizi legati alla sorveglianza e al monitoraggio, all’intelligence, all’applicazione della legge e alla limitazione della libertà di espressione.

La Svizzera ha inoltre imposto divieti di viaggio a determinate persone ed entità legate al governo del presidente Maduro. Tra questi, il divieto di ingresso per i membri della Guardia presidenziale, del Servizio di intelligence nazionale bolivariano e del Consiglio elettorale nazionale.

Le sanzioni hanno lo scopo di fare pressione sul governo venezuelano affinché cessi le sue politiche autoritarie, rispetti i diritti umani dei suoi cittadini e avvii un processo di transizione democratica.

Domande e risposte sulle sanzioni svizzere.

Questi sono solo alcuni esempi di paesi sanzionati dalla Svizzera esaminati nel dettaglio. Paesi che con la Svizzera di per sé non hanno molto a che vedere, trovandosi a migliaia di Km di distanza. Inoltre il governo elvetico non dovrebbe “esportare la democrazia” come fanno altri paesi, non sono pertanto chiare molte motivazioni utilizzate per emettere delle sanzioni a questi paesi.

Ma allora, cosa hanno in comune Cuba, il Nicaragua ed il Venezuela?

Il minimo comun denominatore di questi 3 paesi si chiama Stati Uniti d’America. Le sanzioni sono state imposte alla Svizzera proprio da loro, per tramite di pressioni svolte dell’Unione Europea. Un paese neutrale deve rimanere neutrale, la parola stessa lo indica, non deve intervenire ne a favore di una ne dell’altra parte. La scusa dei diritti umani utilizzata non ha nessun fondamento se non quello politico e propagandistico.

Pertanto, dopo aver perso il segreto bancario anche la neutralità è stata persa? Purtroppo i fatti parlano chiaro, la Confederazione Elvetica ha perso anche la sua neutralità in favore delle politiche occidentali. Emettendo sanzioni contro altre nazioni la Svizzera favorisce a sua volta l’impoverimento della popolazione di questi paesi.